I microrganismi e il controllo del pH nella biofiltrazione

da | Giu 19, 2023 | Batteri funghi ed enzimi, Senza categoria | 0 commenti

Inoculo e i tamponi pH

Il materiale biofiltrante è un supporto ligneo su cui cresce la biomassa microbica. Essa è composta da varie tipologie di batteri, di funghi e di lieviti. I batteri che crescono sul substrato sono prevalentemente organismi aerobi. Fra essi troviamo specie quali  Pseudomonas, Achromobacter, Coryneform, Arthrobacter, Acinetobacter,  Bacillus, Flavobacterium, Mycobacterium, Micrococcus, Rhodococcus. In minore quantità si sviluppano varie tipologie di funghi fra i quali troviamo Exophiala, Scedosporium, Paecilomyces, Cladosporium, Cladophialophora, Phanerochaete chrysosporium. Nella letteratura scientifica viene evidenziato come muffe e funghi si adattino meglio alle variazioni di concentrazione degli inquinanti, alle variazioni di umidità e di pH. Molti dei microorganismi presenti nel biofiltro hanno un range di crescita compreso fra i 20 e i 45 °C. I funghi riescono ad adattarsi meglio anche alle variazioni di temperatura. Sono anche in grado di rimuovere un ampio spettro di tipologie di composti organici volatili (COV).

Inoculazione - biofiltrazione.it
Inoculo per biofiltri

Non sempre, però, queste popolazioni di microorganismi si trovano sul supporto filtrante. Di conseguenza vi è la necessità di realizzare un inoculo, che ha la funzione di attivare dal punto di vista microbiologico il biofiltro. Attraverso tale procedura si è in grado di ridurre i tempi di acclimatazione da parte dei microorganismi specifici per la rimozione delle sostanze odorigene presenti nel flusso di aria di scarico.

Tempo di acclimatazione del Biofiltro

In generale, l’acclimatazione dei microorganismi può richiedere da alcune settimane a diversi mesi. Durante questo periodo, i microorganismi devono adattarsi alle condizioni ambientali all’interno del biofiltro e sviluppare la capacità di degradare gli inquinanti presenti nell’aria in modo efficiente.

Durante la fase iniziale di avvio del biofiltro, è possibile che l’efficienza di trattamento sia inferiore poiché i microorganismi devono ancora stabilirsi e raggiungere una popolazione sufficiente per gestire i carichi di inquinanti. Durante questo periodo, potrebbe essere necessario monitorare attentamente le prestazioni del biofiltro e apportare eventuali modifiche o ottimizzazioni, come l’aggiunta di nutrienti o l’adeguamento delle condizioni operative, per favorire l’acclimatazione dei microorganismi.

È importante notare che l’acclimatazione dei microorganismi è un processo dinamico e può richiedere tempo per raggiungere l’efficienza di trattamento ottimale. Durante il periodo di acclimatazione, è consigliabile monitorare regolarmente le prestazioni del biofiltro, valutando l’efficienza di trattamento degli inquinanti e adottando eventuali azioni correttive necessarie per migliorare le prestazioni.

È consigliabile consultare esperti nel campo della biofiltrazione o fare riferimento alle normative o alle linee guida specifiche per l’applicazione considerata per avere una stima più precisa del tempo di acclimatazione dei microorganismi nel biofiltro.

L’inoculo come metodo per acclimatare la biomassa

L’inoculo è un elaborato che viene selezionato per attivare i biofiltri. Come risultato è possibile garantire un ampio spettro di azione, una rapida acclimatazione e compatibilità con il triturato di legname. Possono essere usati sia in condizioni aerobiche, che anaerobiche. Nel momento in cui si va a rinnovare il letto del biofiltro è molto importante utilizzare l’inoculo poiché riduce i tempi di attivazione e migliora l’efficienza del nostro biofiltro. Si riescono, inoltre, a gestire meglio le variazioni di concentrazione che ci possono essere nel flusso di aria di scarico.

Cosa costituisce l’inoculo?

Esistono anche sostanze che servono a mantenere efficienti le caratteristiche del letto filtrante costituite da composti organici sintetizzati a partire da diverse tipologie di alghe. Tali prodotti sono in grado di stimolare lo sviluppo delle colonie microbiologiche sui supporti legnosi. Sono sostanze in grado di favorire lo sviluppo di popolazioni batteriche adatte alla rimozione di sostanze quali ammoniaca, acido solfidrico e composti organici volatili. In aggiunta danno al sistema, l’apporto dei nutrienti fondamentali per la crescita della biomassa. Tali elementi sono i nutrienti chimici alla base della crescita della biomassa microbica in campi quali quella della depurazione delle acque reflue: N, P e K (Azoto, Fosforo e Potassio).

biowood.it/servizi-abbattimento-odori/#serviziL’inoculazione con prodotti mirati è efficace anche in quelle situazioni in cui vi sia un biofiltro sottodimensionato rispetto alla portata d’aria da trattare realmente. Tali prodotti si possono anche usare qualora temperatura e pH non siano più nel range ottimale, per ristabilire il normale equilibrio. Questo attraverso vari processi indotti, sintetizzati nei seguenti punti:

  • Altera la tensione superficiale dell’acqua, aumentando così l’assorbimento e la ritenzione nei biofiltri;

  • rende i nutrienti maggiormente disponibili per i batteri;

  • aumenta gli scambi aeriformi tra letto del biofiltro e ambiente circostante;

  • favorisce la bioresistenza;

  • accresce l’immobilizzazione di ammoniaca e mercaptani.

Se hai bisogno di un inoculo efficiente per attivare o riattivare un biofiltro rivolgiti a un’azienda specializzata. La trovi al seguente link: https://www.biowood.it/servizi-abbattimento-odori/#servizi

inoculazione 2 - biofiltrazione.it

Il potere tampone del pH e quando si sfrutta

Come già menzionato negli articoli precedenti il pH si deve mantenere all’interno di un range specifico. Questo intervallo è compreso fra pH pari a 6,5 e 8 (come descritto all’interno della guida redatta da Arta Abruzzo, consultabile al seguente link : https://www.artaabruzzo.it/monitoraggio_biofiltro). In questo modo le diverse specie di microorganismi riescono a svilupparsi sul supporto filtrante. Il pH diventa sintomatico quando assume valori pari o inferiori a 6,5. In questa situazione bisogna intervenire con delle sostanze correttive che servono a riequilibrare le condizioni di neutralità. Spesso si utilizzano sostanze provenienti dalla lavorazione della dolomia. Sono sostanze che contengono ossidi di calcio e di magnesio, le quali sono sostanze basiche. Attraverso l’utilizzo di tali sostanze è possibile riequilibrare il pH all’interno del range ottimale. Tutto queste sfruttando il potere tampone, indotto da tali sostanze, del letto filtrante. grazie

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